Monselice, dopo 51 anni il bar della stazione cambia gestione: «Qui la nostra vita»
Franco Piccolo e Gabriella Sparello, dopo oltre mezzo secolo dietro il bancone del bar della stazione, vanno in pensione. Il locale, punto di riferimento per pendolari e viaggiatori, passa ora a una nuova gestione

Per 51 anni hanno servito il caffè ai pendolari: il bar della stazione dei treni cambia gestione. I titolari Franco Piccolo, 75 anni, e la moglie Gabriella Sparello, 74, da martedì hanno abbassato le serrande della loro storica attività per dedicarsi a tempo pieno al ruolo di pensionati.
Il locale, che si trova all’interno della stazione, affacciato al binario 1, è stato aperto nel 1949, e nel 1974 è subentrata la gestione famigliare di Franco, che dismessi i panni di saldatore ha abbracciato quelli di barista, venditore di tabacchi e giornali, sempre affiancato dalla moglie, con cui ha condiviso un pezzo importante del commercio della cittadina murata.
Un lavoro impegnativo, che fino agli anni del Covid ha visto i titolari, aiutati dalla figlia Giorgia, impegnati dalle 6 del mattino fino a mezzanotte. «Non siamo riusciti a dormire la notte prima del nostro ultimo giorno. Alle 4 del mattino stavamo parlando dei nostri ricordi», raccontano commossi Franco e Gabriella.
«La nostra vita è trascorsa qui dentro, tra gli annunci dei treni, le frustrazioni dei pendolari per i ritardi, gli abbracci tra le persone in partenza, le risate degli studenti e le chiacchiere amichevoli dei clienti abituali».
I titolari sono in pensione da alcuni anni, ma avevano scelto di continuare l’attività per una questione affettiva e anche per la difficoltà di trovare il giusto acquirente per lo storico bar. «Mio marito si assentava dal lavoro solo per giocare a calcio o andare in bicicletta. C’è stato un periodo in cui avevamo una convenzione di apertura sette giorni su sette, senza mai un momento di riposo, e oggi non ci sembra vero non servire più caffè», racconta Gabriella.
«Abbiamo vissuto tante vicende qui dentro: dai gruppi di podisti, rally e rugby che trascorrevano qui le serate, fino a un’anziana signora che ci ha ordinato una cioccolata calda tirando fuori dalla borsa il latte della sua mucca. Ma anche tante persone che ci hanno chiesto dei favori, senza contare le decine di generazioni che abbiamo visto passare e crescere. Una vita dietro il bancone, scandita dal suono dei treni e dai volti di un’intera città in movimento», concludono i coniugi.
Il bar, punto di riferimento per i pendolari, da ieri ha una nuova gestione da parte di due titolari cinesi, aiutate da Giorgia Piccolo. Una continuità che strappa ancora un sorriso.
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