«Claudio si mostra pentito» Il pm chiede “solo” 5 mesi

Ieri la richiesta di condanna per turbativa di gara e tentata concussione al processo per la bonifica dell’ex discarica di Giarre. Sentenza in ottobre

abano terme

«È sempre stato presente in aula nelle udienze di questo processo, anche di fronte a chi lo accusava. Ci ha “messo la faccia” e ha anche fatto delle ammissioni, un gesto di inattesa umiltà di cui ritengo vada tenuto conto»: hanno spiazzato un po’ tutti - dallo stesso imputato al suo legale - le parole dedicate a Luca Claudio dal pubblico ministero Federica Baccaglini. Parole che hanno fatto da premessa alla richiesta di condanna - 5 mesi e 15 giorni - per le accuse di turbativa di gara (per aver alterato la documentazione della gara d’appalto per la bonifica dell’ex discarica di Giarre per farla aggiudicare alla ditta P) e la richiesta di una tangente da 280 mila euro (che però non è stata mai pagata)avanzata alla stessa ditta.



Nel corso della sua requisitoria il pm ha ricostruito le fasi salienti dell’inchiesta, facendo per lo più riferimento all’udienza del luglio scorso, quando in aula hanno parlato il colonnello della Guardia di finanza Luca Lettere, l’ex consigliere Michele Galesso e l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico di Abano Maurizio Spadot. Le indagini hanno dimostrato come Claudio avesse fatto pressioni sull’architetto Spadot affinché facesse vincere la gara - il valore dell’appalto era di 2,8 milioni di euro- alla ditta P. Sono state repertate le buste con le offerte (parteciparono altre due ditte) manomesse e acquisite agli atti anche le intercettazioni telefoniche oltre a quelle ambientali. Galesso aveva confermato in aula di aver assistito all’incontro fra Claudio e L.P. incontro in occasione del quale l’allora sindaco di Abano chiese una tangente di mezzo milione, poi ridotta a 280 mila euro. Per il pm non ci sono dubbi sulla colpevolezza di Claudio.



Ma ci sono anche delle “attenuanti” che secondo il pm vanno tenute in considerazione. È stato ricordato come Claudio abbia fatto diversi mesi di carcere, come poi sia stato messo ai domiciliari e rispedito in galera nel giro di pochi giorni dopo aver rilasciato una fin troppo “spavalda” intervista. Claudio aveva chiesto allora di parlare con il pm, mostrando “un atteggiamento remissivo”. Baccaglini ha poi sottolineato come l’ex sindaco si sia sempre presentato in aula nelle udienze di questo processo, una scelta che “va valorizzata” perché “ci ha messo la faccia” anche davanti alle persone che l’hanno accusato. Inoltre, sempre in udienza, Claudio ha fatto delle ammissioni sulle sue colpe, un gesto giudicato di “inattesa umiltà” dal pm.



Il pur mutato atteggiamento di Luca Claudio nulla toglie alla gravità delle accuse. Il pm ha ritenuto di chiedere 5 mesi e 15 giorni, i continuità con la pena già patteggiata, a poco meno di quattro anni, per la maxi inchiesta sulle tangenti alle Terme. Parte civile e difesa hanno chiesto di rinviare i loro interventi. Si torna in aula il 5 ottobre.



«Siamo rimasti positivamente sorpresi dalle parole del pm» ha riferito a fine udienza Ferdinando Bonon, legale dell’ex sindaco, «evidentemente ha compreso le situazioni che si sono create e l’atteggiamento di Claudio». —
 

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