Faida fra trapper, il pm chiede l’assoluzione per Baby Touché
La vittima aggredita dal branco e pestata in piazzale stazione, la scena era stata documentata dalle telecamere. Per il cantante padovano manca la querela della parte offesa. Chiesti 10 mesi invece per Baby Samir

Ancora guai per i giovani protagonisti della faida fra trapper. Mercoledì un altro capitolo si è sviluppato nelle aule di tribunale, dove però anche la pubblica accusa ha chiesto l’assoluzione per il padovano Baby Touché, 21 anni, al secolo Amine Amagour, e per un suo sodale, Magret Blair, che farà 23 anni proprio questo sabato.
Per il terzo imputato ammesso al rito abbreviato, Baby Samir, nome d’arte del ventiduenne padovano Samir Benskar, la procura ha chiesto una pena scontata di 10 mesi di reclusione.
Sono tutti imputati a vario titolo per una violenta aggressione avvenuta il 14 febbraio 2022 in piazzale stazione.

La vittima è Fabio Carter Gapea, 28 anni, ben più noto negli ambienti musicali milanesi con il nome di Carter5Star. Per un altro imputato, che ha chiesto l’ammissione al rito abbreviato, Mohammed Aziz Jouini, tunisino di anni 24, il pubblico ministero ha invece chiesto lo stralcio della posizione perché risultato irreperibile.
Gli altri due che dovranno rispondere dell’accusa di lesioni aggravate in concorso affronteranno il processo ordinario (il rito abbreviato prevede lo sconto di un terzo della pena qualora giudicati colpevoli) sono Ben Khalifa Nader, 22 anni, e il pugile professionista Ben Haj Aouina Akrem di anni 31, già sfidante al titolo italiano dei pesi welter.
L’episodio di violenza è stato ricostruito grazie alle indagini della Questura. Infatti, a costare caro al trapper padovano Baby Touché e a portare a processo altri cinque componenti della su gang è stato il vantarsi dei suoi «leoni».
Grazie a una serie di intercettazioni della Squadra mobile, che in quel momento stavano seguendo un’altra indagine sul traffico di droga, sono emersi i presunti responsabili del pestaggio di Carter5Star, trapper della banda rivale di Simba La Rue (al secolo, Mohamed Lamine Saida) italo-tunisino di 26 anni.
Baby Touché infatti, in auto con un 26enne sudanese, indagato per traffico di stupefacenti e intercettato dalla polizia, si è vantato delle gesta dei membri della sua gang chiamandoli «i miei leoni».
Tutto inizia quando Carter5Star da Lecco arriva a Padova per accompagnare la madre a fare delle commissioni e posta sui social un video dove annuncia il suo arrivo in città, ma soprattutto dice di non temere la banda del trapper rivale Baby Touché.
Poco dopo viene raggiunto in stazione, di fronte a uno dei fast food, proprio dalla gang del trapper padovano. In cinque lo accerchiano, lo colpiscono con calci e pugni in tutto il corpo, provocandogli diverse ferite, una utilizzando anche un coltello, e infine lo lasciano inerme a terra.
La vittima, all’arrivo della polizia, ha solo raccontato di essere aggredito da alcuni «nordafricani», senza riferire le identità poi emerse con le successive indagini della Squadra Mobile.
Carter5Star non ha comunque sporto denuncia. Dopo la prima udienza pre-dibattimentale di mercoledì il giudice Vittoria Giansanti ha rimandato la decisione all’udienza del 18 giugno: se procedere d’ufficio con le accuse, oppure archiviare il tutto proprio per l’assenza della querela della parte offesa.
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