Operaio colto da infarto sul camion: i colleghi gli salvano la vita
L’operaio di 53 anni era appena salito sul proprio camion, lo hanno trovato con la testa appoggiata sul volante del mezzo

Ha raccolto le indicazioni di giornata, è uscito sul piazzale dell’azienda ed è salito sul camion: è lì che l’ha colto un grave malore. Non fosse stato per l’intervento dei colleghi di lavoro, oggi staremmo scrivendo un’altra storia. E invece G.C., operaio di 53 anni, impegnato nella discarica tattica regionale di Sant’Urbano, nelle scorse ore ha potuto inviare ai colleghi un grande “grazie” in Whatsapp, direttamente dal letto d’ospedale in cui è ricoverato da mercoledì mattina. Grazie d’avergli salvato la vita, di fatto.
A raccontare l’accaduto è Gianluca Brevigliero, direttore tecnico di Gea, la società che gestisce l’impianto di via Ca’ Brusà: «Mercoledì mattina alle 8 il nostro dipendente aveva appena preso gli incarichi di giornata dal suo coordinatore, è uscito ed è salito sul camion con cui avrebbe lavorato quella mattina. Giusto il tempo di accomodarsi nell’abitacolo ed è stato colto da infarto».
Si è accasciato sul volante, lasciando la porta del veicolo aperta. Uscito nel piazzale, il responsabile Diego Dardani ha notato proprio quella porta rimasta aperta: quasi a voler invitare il collega a chiuderla, si è avvicinato accorgendosi dell’uomo senza sensi.
«L’ho subito estratto dall’abitacolo, ho capito che la situazione era molto grave e ho allertato l’intera squadra di sicurezza, anche grazie al provvidenziale intervento di Andrea Gobbato che era nei paraggi in quel momento».
È partita la chiamata al 118, azione fondamentale quando scatta un’emergenza del genere, e l’operatore al telefono ha dato tutte le istruzioni del caso. I colleghi del 53enne hanno avviato la manovra salvavita, che si è rivelata fondamentale. Sul petto dell’operaio sono stati collocati anche gli elettrodi del defibrillatore, che tuttavia non ha ritenuto necessario procedere con la scarica. «Il massaggio cardiaco, hanno detto i medici, è stato risolutivo», continua Brevigliero.
G.C., per cui è atterrato anche l’elisoccorso, ora è ricoverato in Rianimazione a Schiavonia: non rischia la vita e, anzi, ha potuto dialogare per messaggio con i colleghi. Dovrà comunque rimanere in ospedale per qualche giorno. I vertici dell’ospedale, a partire dalla dottoressa Roberta Volpin del Pronto soccorso, si sono complimentati con la risposta all’emergenza dei lavoratori di Sant’Urbano. Ormai da tempo l’Usl 6 investe molto sulla necessità di avere nel territorio – tra sport, lavoro, scuola – persone formate alle pratiche salvavita, presidi di sicurezza e di vita.
«Abbiamo provato più volte la simulazione di soccorso durante i corsi», assicura lo stesso Dardani, «ma mai la catena era stata così impeccabile come mercoledì mattina».
Forse perché in ballo, questa volta, c’era davvero una vita. Evidente, certo, ma non scontato.
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