Lezione shock contro la droga alla Don Bosco: foto di cadaveri in aula

Il medico legale Giovanni Cecchetto mostra foto di cadaveri e danni fisici da droga agli studenti del Don Bosco di Padova: una lezione cruda per sensibilizzare sui pericoli delle sostanze stupefacenti

Il convegno alla Don Bosco
Il convegno alla Don Bosco

Quattro foto di cadaveri sul tavolo autoptico, ed una spiegazione dall'effetto shock per gli studenti che assistevano a scuola alla lezione di un medico legale: «hanno la vostra età, e sono finiti sul mio tavolo autoptico. Tra loro, c'è chi ha assunto droga anche una sola volta nella vita. Sono morti. La mia intenzione è spaventarvi. E ora, iniziamo a conoscere il vero volto delle sostanze stupefacenti».

Un approccio forte quello del professor Giovanni Cecchetto, direttore dell'Unità di Medicina legale di Pavia, chiamato a spiegare i rischi della droga a ragazzi di terza, quarta e quinta superiore del “Don Bosco” di Padova, un istituto paritario salesiano di Padova. Prima di mostrare loro le foto dei corpi sul tavolo anatomico.

Il medico ha disposto a terra quattro sagome di cartone, a rappresentare vittime di overdose: «sapete - ha chiesto ai ragazzi - cos'hanno in comune questi quattro giovani rappresentati attraverso sagome stilizzate? La droga e me».

L'idea era quella di limitarsi le informazioni ai ragazzi alle semplici nozioni sui rischi legati alle droghe, ma mostrare anche le immagini più crude degli effetti (ulcere, fasciti necrotizzanti, erosioni gengivali) meno conosciuti della tossicodipendenza.

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