Monselice, la movida è sfuggita di mano. E ormai nessuno indossa la mascherina

Bottiglie rotte in terra, bisogni in strada, urla, bicchieri ovunque: l’opposizione chiede un consiglio comunale straordinario
Monselice (PD), 21 settembre 2020. Movida a Monselice. Nella Foto:
Monselice (PD), 21 settembre 2020. Movida a Monselice. Nella Foto:

MONSELICE. I recenti fatti di cronaca accaduti negli ultimi due fine settima, legati all’uomo che prima ha minacciato con un’ascia e poi con una pistola finta un gruppo di ragazzi, ha portato alla ribalta il problema della movida nel centro storico di Monselice. Bottiglie rotte, urina contro i muri, urla e bestemmie nel cuore della notte, risse, bicchieri abbandonati ovunque.

E ancora: ragazzi e ragazze che a cielo aperto fanno i loro bisogni senza alcun ritegno nei giardini comunali di piazza Vittoria e in Vicolo delle mura, un tappeto di bicchieri di plastica tra le vie o appoggiati alle finestre delle abitazioni, sporcizia ovunque, parcheggi selvaggi e nessuna regola del vivere civile rispettata. Dall’inizio dell’estate, prima in maniera pacata, poi sempre con più fervore, i residenti denunciano su social network che alle forze dell’ordine i numerosi disagi legati alla maleducazione dei giovani e alle regole non rispettate, soprattutto quelle in ambito sanitario.

La mascherina è infatti il problema di maggior rilievo: centinaia di ragazzi ammassati nei locali della movida, privi del dispositivo di sicurezza. Tutto questo malcostume, pericolosissimo dal punto di vista sanitario, si può notare ogni weekend nelle piazze e nelle vie del centro, senza che vi sia stato alcun intervento per riportare un minimo di sicurezza.



I sei consiglieri di minoranza hanno chiesto in merito un consiglio comunale straordinario per tentare di invertire la rotta. «Sono uscita sabato a mezzanotte e mezzo per vedere la situazione e non ho visto nessuno indossare la mascherina», spiega il consigliere Silvia Muttoni.

«Nessun rispetto delle ordinanze, solo giovani ammassati in assembramenti in piedi in ogni locale del centro. Sono sconcertata, sia in merito alla sicurezza sanitaria e non, vedi il problema dell’ascia e della pistola, sia per il degrado che portano le orde in centro storico. Non c’è il rispetto dei limiti acustici, del plateatico e del regolamento di convivenza civile. È stato fatto un regolamento comunale ma non c’è una articolo di esso che venga rispettato: hanno fatto le norme, ma per chi? Perché non ci sono provvedimenti? Non capisco proprio perché nessuno sanzioni il mancato rispetto della regola della mascherina».

Anche per Riccardo Ghidotti, residente nel centro, la situazione è diventata insostenibile: «Bisogna mettere un freno all’idea che a Monselice si possa fare ciò che si vuole. Sta passando il messaggio che si resta impuniti, come effettivamente accade. Si è dato un’immagine di noncuranza della città e i giovani si comportano nello stesso modo. Terribile l’atteggiamento di menefreghismo nei confronti dell’uso della mascherina, nessuno la indossa».

Secondo il consigliere Gianni Mamprin bisogna mettere un freno subito: «Risse continue e degrado, continue proteste dei cittadini. Lo slogan di Bedin non era “città sicura”? Nemmeno da un punto di vista sanitario lo è, dati i persistenti assembramenti, ma l’amministrazione resta solo a guardare» conclude il consigliere. Il sindaco Giorgia Bedin ha contattato il prefetto di Padova per chiedere un sostegno ed alcune misure per riportare il centro storico in una situazione di sicurezza sanitaria e civile.

«Non voglio arrivare a provvedimenti estremi verso i locali, per questo chiedo ancora una volta la collaborazione dei gestori e la presa di coscienza del problema da parte dei protagonisti della movida». Il sindaco Bedin immaginava una Monselice molto diversa da quella che si presenta sotto gli occhi di tutti: «Ho sempre desiderato vedere la nostra città viva, ma non era di certo questo ciò che mi aspettavo di vedere. Monselice deve essere una città sicura, le persone e devono poter uscire di casa senza timori. Arriveranno anche provvedimenti mirati da parte della Polizia Locale». —

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