Operaio denuncia la ditta che non lo paga e la fa chiudere

Blitz della polizia a Limena in un’azienda che commercia abbigliamento all’ingrosso. Multe per 17.500 euro e chiusura temporanea dell’azienda

Cristina Salvato

Un blitz in una ditta di Limena, che commercia all’ingrosso abbigliamento e accessori usati, ha fatto emergere delle gravi carenze contrattuali e di sicurezza: sono state riscontrate alcune irregolarità nell’assunzione del personale e nei sistemi di sicurezza dei macchinari utilizzati all’interno del capannone.

La ditta è stata momentaneamente chiusa e il titolare, un quarantacinquenne italo-camerunense, è stato sanzionato con diecimila euro di multa, più altri 7.500 euro per i tre lavoratori che sono risultati non essere assunti regolarmente.

Potrà riprendere il lavoro soltanto quando avrà sanato le irregolarità e assunto regolarmente i tre lavoratori non assunti. Il controllo si è svolto mercoledì mattina ed è scaturito dalla denuncia di un’ex dipendente, che avanzava degli stipendi arretrati.

Il fatto ha messo in moto un’indagine e il conseguente controllo svolto in maniera congiunta da personale della Divisione polizia amministrativa e sociale della questura, dell’Ispettorato del lavoro, della Guardia di finanza e dello Spisal mercoledì mattina, atteso che il cancello carraio si aprisse per lasciar passare un furgone che doveva consegnare della merce, gli ispettori sono entrati nel magazzino, trovando al suo interno dieci persone intente a lavorare.

Nove uomini e una donna di origini senegalesi, camerunensi e ghanesi, tutti di età compresa tra i 25 ed i 35 anni, lavorano alle dipendenze dell’italo-camerunense, titolare del magazzino, che al momento dell’ispezione non era presente.

Benché i lavoratori fossero tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno sul territorio italiano, è emerso che tre di loro lavoravano senza un vero contratto di lavoro: questa irregolarità è costata al proprietario una sanzione di 2.500 euro per ogni lavoratore non in regola con il contratto e la temporanea sospensione dell’attività. Alcune irregolarità sono emerse anche sui sistemi di sicurezza di alcune apparecchiature: gli agenti accertatori hanno verificato una grave carenza su un macchinario con funzione di pressa idraulica, risultato privo di una paratia di sicurezza.

Circostanza che mette seriamente a rischio l’incolumità dei lavoratori. E per questo è scattata la sanzione amministrativa da diecimila euro e l’intimazione al ripristino delle condizioni di sicurezza. Considerato il complesso delle irregolarità riscontrate, l’attività dela ditta è stata sospesa fino a quanto il titolare non adempirà a tutte le prescrizioni amministrative, fra cui l’obbligo di assunzione dei lavoratori privi di regolare contratto. 

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