Viaggio tra i cantieri a Padova: il nostro test in autobus tra deviazioni e disagi

Tra lavori in corso e deviazioni, il trasporto pubblico di Padova affronta la sfida dei cantieri. Un viaggio di prova sulle linee 10 e 14 rivela ritardi contenuti: ecco come è andata 

Leandro Barsotti
Il viaggio nei cantieri in autobus
Il viaggio nei cantieri in autobus

«Per adesso navighiamo a vista, la situazione per il momento è gestibile», dice il sindacalista Sandro Lollo. Ed è bella questa cosa che gli autisti degli autobus si sentano degli skipper nel mare agitato del centro di Padova. Il bus porta la gente al lavoro, a scuola, a casa. La città dei cantieri produce code e ritardi. Così andiamo a Ponte di Brenta per prendere il bus numero 10, attraversare i cantieri della zona Stanga per arrivare in Stazione.

Ponte di Brenta, otto del mattino con il caffè al bar delle cinesi, poi il conducente avverte: il percorso standard di 18 minuti è destinato a variare a causa delle deviazioni dovute ai lavori del tram.

Il nostro viaggio in autobus attraverso i cantieri del tram: ecco il video

La linea 10 parte alle 8.24, cinque minuti dopo raggiungiamo il cavalcavia Ikea. Il cantiere del ponte di via San Marco non causa particolari disagi. Saliamo poi sul cavalcavia in direzione del centro Giotto. La corsia è ristretta a causa della pista ciclabile protetta, anche oggi deserta.

Giunti nei pressi del Giotto, il cantiere centrale del tram appare in tutta la sua imponenza, con l'aiuola antistante l'ingresso in uno stato di abbandono, tra cavi esposti e terra brulla. Gli operai sono al lavoro, protetti da teloni azzurri: «Il tram ridisegna la città», c’è scritto.

Si viaggia verso la rotonda della Stanga, c’è la corsia protetta riservata a bus e taxi. L'immissione in via Tommaseo è rapida, ma subito ci fermiamo alla Cittadella. Anche qui, la presenza del cantiere è marcata: scavi e cumuli di terra riducono significativamente la carreggiata. «Dritto non si pò proseguire», spiega il conducente, «prendiamo la deviazione». Il percorso alternativo ci conduce verso l'università di via del Pescarotto, e poi davanti alla caserma dei Carabinieri. Seguiamo strade dissestate, piene di buche, che il bus segnala con un evidente tremolio dei vetri. Padova è un cantiere a terra e in verticale, qui c’è solo da rimettere in piedi. Tra i passeggeri, tuttavia, regna l'indifferenza: ognuno assorto nella lettura del proprio smartphone, il silenzio impera.

All'altezza del Tribunale, proseguiamo costeggiando un altro cantiere, dietro la chiesa della Pace. Poi il grattacielo blu tristemente famoso, e piazzale stazione: sono le 8.46, 22 minuti di viaggio, solo 3 o 4 in più rispetto al periodo pre lavori del tram. Esame superato.

Alla stazione si cambia bus e si prende il 14 per attraversare i cantieri dell’area ospedale: sono le 8 e 57. A bordo, una signora africana parla animatamente al telefono: è buffo, perchè è in vivavoce ma lo tiene molto lontano dalla bocca. Il bus imbocca via Valeri, dove una rete separa la strada dal marciapiede. Sulla sinistra, si estende il Pp1, l'enorme area delle banche, chiusa ormai da vent’anni. La sensazione, osservando la città dal bus, è quella di un luogo in trasformazione dopo un lungo tempo immobile.

Raggiungiamo i giardini dell'Arena. La fermata crea un leggero rallentamento del traffico. Poi, in via Morgagni, il cantiere si fa sentire: una carreggiata stretta e camion parcheggiati lungo le due corsie.

L'incrocio di via Belzoni è superato lentamente, per poi giungere alla rotonda dell'ospedale. Questo è il punto più critico della città. Due Vigili sono impegnati a controllare il cantiere e il passaggio pedonale adiacente. Intanto, la signora a bordo continua la sua telefonata in vivavoce a tutto volume. Anche questa è vita.

Alle 9.08 ecco la fermata dell'ospedale: 11 minuti dalla stazione. Il nostro viaggio test in autobus attraverso i cantieri di Padova si conclude. E come dice Sandro Lollo, autista e sindacalista: «Per ora con i tempi orari teniamo, vediamo quando apriranno i cantieri di Chiesanuova». Torneremo. 

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