Perde il volo per la carta d’identità sbagliata, risarcito dal Comune
Un genitore ha raggiunto l'accordo con il Comune: errore di un dipendente dell’anagrafe dovuto alla fretta di ottenere un documento per l’espatrio del minore

Un viaggio all'estero trasformato in un incubo a causa di un errore burocratico. È la storia di un genitore padovano che ha perso un volo aereo perché la carta d’identità del proprio figlio minore era stata emessa con un errore. L'incidente, riconducibile a un'inesattezza da parte di un operatore dell'anagrafe comunale, ha portato il cittadino a richiedere un risarcimento al Comune per le spese inutilmente sostenute.
La carta d’identità sbagliata
Secondo quanto emerso da una delibera approvata martedì scorso dalla giunta, l'urgenza di ottenere un documento di espatrio in tempi brevi aveva portato l’anagrafe a consegnare una carta d’identità errata, rivelatasi inutilizzabile per l’ingresso nel Paese di destinazione. A causa di ciò, il genitore ha perso il volo e ha dovuto affrontare spese aggiuntive per i biglietti aerei e il soggiorno.
La richiesta iniziale di rimborso ammontava a 468,89 euro, ma, dopo una valutazione dell’Avvocatura civica del Comune, si è giunti a un accordo transattivo che prevede il riconoscimento di una somma pari a 422 euro. La giunta ha approvato la delibera necessaria per procedere al rimborso, riconoscendo l’errore materiale dell’operatore come "scusabile" per via della fretta nel fornire il documento.
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