«Questa flessione avrà ricadute sul lavoro»

La flessione di questa prima parte di 2018, in termini di presenze turistiche, porterà gli albergatori a ragionamenti diversi sui lavoratori. «Si stanno verificando un calo del lavoro e l’impossibilità conseguente di programmare i reparti», spiega il direttore di Federalberghi Terme Abano Montegrotto Marco Gottardo (nella foto). «C’è quindi la necessità di trovare degli ammortizzatori sociali e, nel caso non si riuscisse, di ragionare sulle tipologie contrattuali, quindi non più contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno per tutti, ma contratti a tempo determinato, stagionale o con la formula del part-time verticale, in cui si lavora magari 8-9 mesi, ma si versano i contributi sui 12 mesi dell’anno, facilitando l’ingresso pensionistico dei dipendenti. A breve ci troveremo con l’Inps per un ragionamento in tal senso». «Credo siamo in una situazione paradossale in cui la Ragioneria Centrale dovrebbe ben analizzare il fatto che, mancando un sostegno al reddito strutturale per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, rischia di avere una maggior diminuzione delle entrate fiscali (della sola Iva perderebbe circa 5 milioni di euro) a causa della certa contrazione dell’offerta, rispetto al potenziale esborso che necessiterebbe uno strumento di integrazione salariale idoneo ad interpretare le esigenze aziendali», aggiunge Gottardo. «A prescindere dai casi specifici, che necessitano di essere calati nelle relative dimensioni aziendali, le interpretazioni attuali della norma in vigore fanno intuire che il Fis non sarà più quell’ammortizzatore sociale strutturale che il territorio Euganeo conosceva in passato». (f.fr.)
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