Kursaal, slitta il progetto di Boeri: «Sono ormai 10 anni che aspettiamo»
A dieci anni dalla chiusura del Kursaal, Federalberghi sollecita la provincia per tempi certi sul progetto di riqualificazione. Poli (Federalberghi): «Un anno fa il sopralluogo dell’Archistar e una prima sistemazione dell’area»

Dieci anni dalla chiusura per fallimento della società di gestione del Kursaal, nel cuore dell’isola pedonale di Abano. Dieci anni che non vanno giù al presidente della sezione locale di Federalberghi che sferra un attacco alla Provincia, chiedendo una veloce riapertura del complesso immobiliare che un tempo ospitava anche il Gran Caffè delle Terme.
E di avere tempi certi sul progetto di rigenerazione urbana del centro, che comprende anche i dismessi hotel Centrale e Orologio, dell’archistar Stefano Boeri. Progetto che per le note vicende giudiziarie dell’architetto di fama mondiale, autore del Bosco Verticale di Milano, non sarà pronto come previsto per Pasqua.
«Esattamente un anno fa, nell’aprile 2024, abbiamo documentato il degrado del Kursaal anche con un reportage fotografico, poi ripetuti solleciti a Palazzo Santo Stefano» osserva Poli, «finalmente, lo scorso dicembre, anche a seguito delle nostre istanze, sono state installate le pannellature che mascherano la struttura ed è stato avviato un cantiere per arginare il degrado». Un passo in avanti, certo non sufficiente per Federalberghi.
«Chiediamo tempi certi sul progetto affidato all’architetto Stefano Boeri, che ha effettuato un primo sopralluogo nel giugno dello scorso anno» annota Poli, «mentre continuiamo a raccogliere rimostranze dai nostri ospiti, non vorrei dover aspettare un altro decennio prima di arrivare a una soluzione definitiva, il nostro territorio non se lo può permettere».
Il vicepresidente della Provincia e consigliere delegato al Patrimonio, Daniele Canella, precisa: «Il confronto tra Provincia e Federalberghi è costante. Il presidente Poli è a conoscenza di tutto, comprese le difficoltà che possono affliggere le pubbliche amministrazioni e il privato. Con il Comune, che è capofila del progetto, e con Boeri, stiamo lavorando per arrivare al più presto alla presentazione del progetto. I tempi saranno ovviamente lunghi, perché il problema non si risolve una volta acquisita la progettazione di Boeri».
In passato erano andati tutti all’aria i tentativi di cessione del complesso che include anche un ristorante e sale teatro e congressi. Così come i bandi per affidarne la gestione.
Sul piatto Poli mette anche il nodo degli hotel ancora dismessi: «Come il Centrale nel cuore di Abano, il Salvagnini e l’Italia» elenca, «nella speranza che i progetti di rigenerazione urbana su Orologio (acquistato da una cordata albanese) e Magnolia (finito nelle mani della Casa di Cura) partano, come sembra, in tempi ragionevoli» auspica il numero uno degli albergatori e titolare dell’Hotel Tritone di Abano.
A questo proposito Poli accoglie con favore la prospettata introduzione, nel nuovo Piano degli interventi del Comune di Abano, di accordi pubblico-privato che prevedano anche cambi di destinazione. Compresa l’ipotesi di rendere residenziali alcune aree dove insistono in questo momento gli hotel abbandonati.
«Una novità che può favorire la risoluzione di situazioni ferme da tempo, migliorando la qualità urbana» conclude Poli, che di recente ha sollecitato anche l’approvazione della nuova legge regionale sui condhotel (strutture ibride con stanze d’hotel e appartamenti) come strumento per favorire la riqualificazione degli alberghi dismessi.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova