Il tir perde tre pesanti blocchi di metallo, tragedia sfiorata sulla provinciale 15
L’incidente mercoledì mattina in via Strada a Carceri a Ospedaletto Euganeo, dove comincia la “Calmana”: le tre lastre in ghisa sono finite tra strada, fossato e pure contro il muretto di un’abitazione.

«Qui si sono messe insieme la Madonna del Tresto e quella della chiesa ortodossa: è stato un miracolo che nessuno si sia fatto male». Cerca l’ironia l’ex sindaco Giacomo Scapin nel commentare quanto accaduto mercoledì mattina in via Strada Carceri, lungo la provinciale 15 “Calmana”, poco dopo l’innesto con la ben più trafficata provinciale 91 “Moceniga”.
Un tir che stava trasportando semilavorati in metallo ha perso improvvisamente parte del suo carico, che è volato a terra creando non pochi danni. A causare la perdita è stata la foratura di un pneumatico.
Una bramma in ghisa (questo il nome tecnico del semilavorato) è finita contro il muretto di un’abitazione, di fatto “trafiggendola” alla base. Un’altra è invece finita in un fossato, un’altra ancora è rimasta in bilico tra il fossato e la strada. Il mezzo pesante ha disseminato le tre grosse lastre nell’arco di 70-80 metri.
Si tratta di pezzi pesanti non pochi quintali, e d’altra parte basta osservare le immagini dei danni compiuti per capire ciò che avrebbero potuto causare se avessero colpito un’auto o un ciclista. «Se non è un miracolo questo...», incalza Scapin.

Sul posto sono arrivati i carabinieri, che ora dovranno accertare eventuali responsabilità a carico del conducente del mezzo e dell’azienda che trasportava i semilavorati, oltre ai mezzi speciali per il recupero – decisamente complesso – degli spessi pannelli in metallo.
«Non si contano gli incidenti degli ultimi anni su questa strada, che purtroppo ha visto anche episodi mortali», il rilievo politico di Scapin. «Il passaggio di mezzi pesanti non aiuta di certo e, anzi, rende ancor più pericoloso questo tratto. Eppure le attenzioni alla Bassa padovana si alzano solo quando si vengono a fare inaugurazioni», la stoccata finale dell’ex primo cittadino, chiaro riferimento alla cerimonia di lunedì per la ripartenza del cantiere della nuova Sr 10. Che, guarda caso, è ferma dal 2007 proprio a pochi metri dal luogo dell’incidente.
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