Un bando regionale triplica il boulevard della movida lungo il Piovego

Padova, avviso di Palazzo Balbi per occupare con bar all’aperto e manifestazioni tutta l’area. Contin (Navigli): «Vendetta leghista»
FERRO - PRIMO SABATO SERA AI NAVIGLI
FERRO - PRIMO SABATO SERA AI NAVIGLI

PADOVA. L’estate si avvicina ma al Portello le manifestazioni storiche e più attrattive rischiano di saltare, o di doversi accollare il trambusto di un boulevard della movida triplicato da un contestato bando regionale.

Giovedì da Palazzo Balbi è arrivato il via libera a un avviso che prevede la concessione di tre distinte aree che ricoprirebbero tutto il lungo viale “universitario” che va da Porta Ognissanti fino a piazzale Boschetti, dal 1 maggio al 30 settembre.

Quindi, esclusa la zona dove dal 2006 si svolge la rassegna i Navigli di Chicco Contin (19 aprile-31 luglio quest’anno), tutte le altre sono state messe a disposizione dal Demanio per altri tipi di eventi che dovrebbero poi svolgersi in contemporanea.

A questo avviso ha già risposto l’associazione “Padova Guarda Onlus”, che ha richiesto una porzione per insediare 8 chioschi in legno, senza però specificare le finalità. Dell’associazione, però, non c’è traccia in alcun registro, e di cui nessuno conosce i promotori.

Dieci giorni da ieri per partecipare al bando, e si prevede l’assalto. La decisione di concedere gli spazi, presa dal Genio Civile di Padova e avallata dalla Regione, ha fatto imbufalire i commercianti della zona, gli organizzatori del Naviglio, quelli del rinomato River Film Festival e Portello Festival e i residenti stessi, che da ieri sono sul piede di guerra.

«Non parteciperò neanche per sogno a un bando per organizzare i miei festival, e quindi per quest’anno li faccio saltare» tuona Emilio Della Chiesa, storico direttore artistico degli eventi musicali e cinematografici che dal 2004 animano le serate estive padovane.

Quest’anno per fare il suo lavoro dovrà chiedere la concessione dell’area e competere eventualmente con altre realtà: «Noi abbiamo riqualificato una zona che era considerata il Bronx di Padova, assieme ai residenti e ai commercianti, perché nessuno prima oltrepassava quella Porta. E adesso? Dopo aver presentato i miei festival a Berlino devo partecipare a un assurdo bando del Demanio? Sono mortificato, non organizzerò niente. Metterò comunque la zattera sul fiume (dove tradizionalmente vengono proiettati i film e si svolgono i concerti, ndr) anche senza permesso, ma solo in segno di lutto».

Diversa la situazione di Chicco Contin, che ha già le concessioni per i Navigli ma teme che l’estensione della movida possa creare problemi di ordine pubblico.

«Mi auguro che vengano messe delle prescrizioni che limitino le attività, perché noi ci abbiamo messo anni a organizzare eventi che non disturbassero troppo i residenti. Accetto la concorrenza, che è naturale, ma qui il problema è un altro. Ai Navigli vengono 300 mila persone in tre mesi, immaginatevi cosa succederebbe triplicando questo numero. Chi pensa al la sicurezza? E i rifiuti? E il controllo degli orari? Io non blocco i Navigli, ma sarò costretto a non organizzare eventi live» ha detto Contin, che si è fatto portavoce dei baristi dei chioschi al Portello.

Anche i commercianti insorgono perché temono la concorrenza sleale: «Se ci aprono i bar fino a qui sotto, nei mesi in cui lavoriamo di più, dobbiamo abbassare la saracinesca e cambiare lavoro» lamenta Alessandro Chiarotto, socio del “Tre Scalini”.

Pronti anche i residenti: «Non ne vogliamo sapere di queste ulteriori iniziative». A gettare un sospetto sulla possibile regia dell’operazione ci ha pensato Chicco Contin: «La decisione è regionale, dove governa un certo colore che fino a pochi mesi fa governava anche Padova. Ce l’avevano promessa».

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