Zona rossa, il Comune di Padova rilancia: «Eventi e iniziative contro il degrado»
Lunedì in Prefettura la riunione decisiva sul rinnovo della zona ad alto impatto. Il Comune spinge per alternative sociali e lancia il bando “Piazze aperte”

La decisione non è ancora scritta, anche se l’indirizzo sembrerebbe quello di un rinnovo. La zona ad alto impatto sarà la protagonista della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di lunedì in Prefettura, dove il prefetto Giuseppe Forlenza deciderà se estenderne la durata o cassarla del tutto.
Nel frattempo anche altre città del Nord Italia proprio in questi giorni hanno visto scadere i termini della prova di due mesi delle “zone rosse”, anche se non in tutti i casi è scattata – per così dire – una proroga d’ufficio: a Milano le zone rosse sono state estese per i prossimi sei mesi (con l’aggiunta di altre tre aree), a Udine di altri 60 giorni (fino al 2 giugno) mentre a Trieste sono state del tutto soppresse.
La risposta di Palazzo Moroni
Nel frattempo dal Comune arriva una risposta controcorrente a un possibile rinnovo, coerente con la linea politica del sindaco Sergio Giordani, che dal 2017 ha sempre preferito indirizzi sociali per risolvere situazioni di disagio.
Come d’altronde un successo è già stata piazza De Gasperi, grazie alla piastra da basket e agli investimenti per la riqualificazione del decoro urbano. E in piazzetta Gasparotto, grazie ai finanziamenti alle associazioni che lavorano per dare speranza agli ultimi.
La delibera della giunta è stata firmata martedì scorso, e presenta il bando “Piazze aperte” con cui promuove «la realizzazione di attività culturali, musicali, sociali, ricreative e sportive», con l’obiettivo di creare iniziative «che contribuiscano a realizzare azioni di rigenerazione urbana». Lo spirito da cui fiorisce l’idea è quello di rendere Padova una «città partecipata e aggregante».
Il bando è aperto alle associazioni che lavorano nel sociale, e vorranno organizzare eventi, mercatini o anche piccoli concerti in piazza De Gasperi, piazza Mazzini e piazzetta Gasparotto. Un simile progetto, ancora lo scorso autunno, era stato realizzato con successo dall’amministrazione comunale di Bologna (in piazza XX settembre) un’altra città in cui sono state adottate le cosiddette “zone rosse”.
Le proteste delle associazioni
Numerose associazioni stanno continuando a spingere per la soppressione del provvedimento. Giusto giovedì mattina i rappresentanti di diversi enti del terzo settore si sono recati in pellegrinaggio a Palazzo Moroni per una piccola protesta contro le “zone rosse”.
Medici, psicologi, e esperti del sociale hanno portato al Comune l’altra faccia della medaglia, ossia gli effetti che il provvedimento del ministro Piantedosi ha avuto sul loro lavoro nelle aree sensibili della città. In molti hanno osservato come i controlli abbiano reso difficile aiutare gli ultimi, spaventati dalla presenza perenne delle forze dell’ordine nel quartiere della stazione.
Anche ieri sera i collettivi sono scesi in strada per manifestare contro le zone ad alto impatto: dopo il corteo da piazza Garibaldi di giovedì sera, anche ieri i giovani del Coordinamento studenti medi hanno sfilato in corteo fino all’Arcella. Il tutto si è svolto sotto alla supervisione di un importante dispiegamento di forze dell’ordine.
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