Consulenza familiari Ramy, 'l'urto fu prima dell'incrocio'

La controperizia diversa da quella del consulente del pm

(ANSA) - MILANO, 03 APR - L'urto tra l'auto dei carabinieri e lo scooter su cui viaggiava Ramy Elgaml, il 19enne morto al termine di un inseguimento lo scorso novembre, "non può essere avvenuto in prossimità del palo semaforico, bensì poco prima dell'intersezione, quando i veicoli erano affiancati". È questa la conclusone a cui è giunto l'ingegnere Matteo Villaraggia, incaricato come consulente dei familiari del giovane assistiti dall'avvocata Barbara Indovina, sottolineando che se la moto non fosse stata urtata, "magari" avrebbe proseguito "mediante una traiettoria rettilinea", senza quindi schiantarsi contro il palo all'angolo tra via Ripamonti e via Quaranta. Una ricostruzione diversa da quella tracciata dall'ingegnere Domenico Romaniello per conto della Procura di Milano, secondo il quale invece non sarebbe avvenuto "alcun urto preliminare" nella zona non coperta dalle telecamere, come ipotizzato nella relazione della polizia locale. Per Villaraggia "l'urto tangenziale, di lieve entità, non ha generato nell'immediatezza una caduta del motociclista e del suo passeggero, bensì una variazione di traiettoria (verso sinistra)". A quel punto la frenata messa in atto da Fares Bouzidi, l'amico 22enne che si trovava alla guida dello scooter, "ha generato una perdita di controllo del motociclo e la successiva caduta". (ANSA).

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