Pupi Avati, un'agenzia potrebbe salvare nostro cinema

(ANSA) - ROMA, 26 FEB - La presentazione alla stampa stamane a Roma de 'L'orto americano', film di chiusura della 81/ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e ora in sala con 01, è stata anche l'occasione per Pupi Avati di tornare sulla sua proposta di un ministero per il cinema: "È stata una proposta bipartisan - ha detto il regista - accolta favorevolmente sia dal governo che da Dario Franceschini, Matteo Orfini e la stessa Elly Schlein, ma si è pensato però di fare un'agenzia sul modello francese che sarebbe secondo me una cosa fattibilissima e che sono convinto andrebbe avanti. Non vedo chi avrebbe il coraggio di mettervisi contro, vista la situazione del cinema oggi". E ancora da Avati: "Il nostro cinema avrebbe bisogno di essere rieducato. 'L'orto americano', nonostante sia girato tra Italia e America, ha dei costi ragionevoli. In Italia andrebbe pensata una docenza che insegni a fare dei film con budget basso, ma a cui non manchi nulla". (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova