'Verba Manent', libro su arte di comunicare presentato a Londra

Consolato italiano ospita evento con autrice Giorgia Bentivogli

(ANSA) - LONDRA, 25 MAR - L'arte dello "speech writing" e del "public speaking" come parti di un unico sforzo "etico" di comunicazione agli altri: frutto di apprendimento ma pure di espressione sincera di se stessi, attraverso cui cercare di coinvolgere e tenere 'agganciati' coloro che ascoltano per condividere possibilmente "un messaggio". Si è snodato lungo questi concetti l'evento ospitato ieri sera dal Consolato Generale d'Italia a Londra nell'ambito della sua attività di promozione culturale, sul filo tracciato dalla presentazione di un libro intitolato significativamente 'Verba Manent', ossia 'le parole rimangono', secondo un'inversione del celebre detto latino. Un libro firmato dalla giornalista ed esperta di comunicazione Giorgia Bentivogli, pubblicato grazie alla partnership tra Centro Studi Enti Locali e Pacini Editore. Attraverso le sue pagine, l'autrice - specializzata in Business Communication alla Harvard Extension School e in Strategic Branding & Public Relations alla UCLA Extension - esplora proprio le tecniche dello speechwriting e del public speaking attraverso l'analisi di discorsi che - a partire dal memorabile 'I have a dream' di Martin Luther King - seppero segnare la storia. La serata si è imperniata su una tavola rotonda moderata dal console generale d'Italia, Domenico Bellantone, con la partecipazione di Francine Lacqua, giornalista e conduttrice televisiva dell'emittente Bloomberg, di Enrico Franceschini, giornalista e scrittore, di Francesco Bongarrà direttore dell'Istituto italiano di cultura nella capitale britannica, e della stessa autrice. Durante l'incontro, i relatori hanno condiviso spunti e strategie per rendere la comunicazione pubblica più chiara, persuasiva ed efficace. Giorgia Bentivogli ha guidato il pubblico nel richiamo a orazioni epocali, evidenziando alcune linee guida di una buona comunicazione (pubblica, politica, accademica, imprenditoriale o di altro genere che sia): da quelle relative al rapporto simbiotico da instaurare fra chi parla e chi scrive in veste di 'speechwriter' (se c'è), fino alla regola di base di scuola anglosassone secondo cui un discorso efficace dovrebbe far leva "su un solo concetto" cruciale, illustrato da non più di "tre argomenti" fondanti. Ma non ha mancato di mettere in guardia contro ogni schematismo, osservando che imparare a parlare (meglio) si può, a patto di restare se stessi; e che, tuttavia, "il discorso perfetto non esiste". (ANSA).

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