Università aperte: a tu per tu con la Scienza

VENEZIA. Venerdì pomeriggio 300 città europee e 29 italiane apriranno le porte della conoscenza, invitando il pubblico a entrare nei luoghi dove avvengono le scoperte scientifiche. Itinerari, conferenze, interviste ed esperimenti saranno a disposizione di tutti, spiegati e raccontati dagli studiosi in persona in occasione della «Notte europea dei ricercatori». Dalle 17 in poi la scienza si diffonderà in campi, piazze e chiostri contaminando perfino gli stand gastronomici che offriranno nell’ateneo veneziano l’immancabile gelato molecolare e al Bo di Padova nutella e spritz per «Metti alla prova il tuo palato», ideato dal Dipartimento di Statistica. Protagoniste della “Near - NordEstNight” saranno infatti alcune università del Veneto (Ca’ Foscari e Iuav per Venezia, Padova e Verona) insieme, per la prima volta, alle vicine Trieste e Udine. Negli anni passati a Venezia sono arrivate 2000 persone, 6000 a Padova e questa volta ne sono attese altrettante. Per stimolare la curiosità dei giovanissimi ci sarà l’imbarazzo della scelta per i laboratori didattici, organizzati in linea con le caratteristiche dell’ateneo di riferimento.
A Venezia, per esempio, si potrà sperimentare la scrittura cuneiforme con l’assirologa Paola Corà che insegnerà a scrivere il proprio nome su un tablet molto originale, fatto di un materiale simile all’argilla, proprio come facevano i nostri antenati babilonesi nel quarto millennio a.C., sulle rive del Tigri e dell’Eufrate. Gli adulti potranno esplorare con i ricercatori il mondo della sostenibilità, per esempio con l’imbarcazione ecologica «VeniceSolar», ma anche quello del patrimonio culturale delle parole con i dottorandi in lingue. Il visitatore sarà accompagnato in un viaggio immaginario alla scoperta dell’Albania, della squadra del Barça della Catalogna, della Polonia e dei caffè letterari dell’area del Mediterraneo. Nell’androne dell’ateneo si susseguiranno interviste in diretta su «Radio Ca’ Foscari» degli esponenti del distretto veneziano della ricerca e a Viviana Re, vincitrice dell’ambitissima borsa di studio «Marie Curie». Per l’occasione verrà inaugurato «CFZ» (Culturale Flow Zone), un nuovo spazio culturale all’interno della Biblioteca delle Zattere, presentato da Serena Dandini che parlerà dell’universo femminile, dal lavoro all’autostima.
A Padova ogni dipartimento mostrerà il meglio di sé, ipnotizzando il pubblico con curiosi laboratori e conferenze che si terranno tra il Bo e la Specola. Per i piccini saranno irresistibili due classici giochi in versione ultramoderna: la tombola dell’Universo e il gioco dell’oca per imparare la chimica. I grandi invece potranno provare dal vivo il brivido di alcuni simulatori, come quelli per pilotare autoveicoli su diversi tracciati, messi a disposizione da Ingegneria. E se per qualcuno la psiche umana assomiglia a un labirinto senza via d’uscita, i ricercatori di Psicologia mostreranno come sia possibile familiarizzare con la complessità della mente spiegando per esempio dove hanno origine le scelte irrazionali e come controllare lo stress. Anche i matematici si sono sbizzarriti proponendo degli ambiti che incuriosiscono anche i meno esperti: dalle strutture algebriche che si nascondono negli orologi alla sicurezza degli smartphone e molti altri, come «I giochi che curano». La conoscenza può far sognare a occhi aperti, come avviene in ogni appuntamento previsto alla Specola dove, tra un collegamento con i telescopi giganti del Cile e uno sguardo ai pianeti extra solari, sarà molto facile volare nel blu dipinto di blu. E come resistere alla biblioteca più straordinaria dell’universo, il Dna, dove da secoli si tramandano i nostri geni? A Padova ne parleranno i ricercatori di Scienza del Farmaco, mentre a Venezia quelli dell’Ospedale San Camillo del Lido che chiederanno ai visitatori di partecipare attivamente a una ricerca sullo studio delle molecole degenerative. Chiunque, firmando una delibera, potrà mettere un po’ della propria saliva in una provetta contenente dei reagenti, vedendo direttamente il proprio Dna sotto forma di filamenti bianchi. Gran finale a Venezia con il tradizionale spettacolo di chiusura dedicato alla ricerca, questa volta con Moni Ovadia, alle 22 nel cortile di Ca’ Foscari .
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