Verona, troppe toccatine al seno della statua di Giulietta: un foro sul bronzo
La statua originale venne spostata per lo stesso motivo, dopo 10 anni il sudore delle mani ha consumato anche la replica

Migliaia di mani ogni giorno, milioni di mani ogni anno. E lei sempre lì, imperturbabile, a favor di selfie. Adesso però la statua di Giulietta a Verona inizia a scontare i segni del tempo e, soprattutto, delle continue toccate. Il simbolo del mito di Shakespeare, nel cortile più famoso del mondo, è ormai da tempo oggetto delle attenzioni morbose di chiunque si affacci in via Cappello.

La toccatina al seno destro è diventata un rituale irrinunciabile, nonostante le nuove sensibilità in tema di diritti delle donne e sull’effetto che gesti e parole apparentemente innocui possono avere. Nessuno rinuncia alla palpatina, al punto che sul seno destro di Giulietta è spuntato un buco. Un’apertura di qualche millimetro, lì e anche sul braccio destro, cioè i punti più esposti a questa dinamica di massa. Il turista medio si avvinghia al braccio di Giulietta con una mano e con l’altra tocca il seno, il tutto corredato da faccioni sempre sorridenti.
Secondo gli esperti i buchi sulla statua sarebbero dovuti all’acidità del sudore delle mani che, da tutto il mondo, giungono a Verona per appoggiarsi a quel seno di bronzo. E non è nemmeno la prima volta, i veronesi sanno che può accadere.
L’opera dello scultore nogarese Nereo Costantini, come ricostruisce il quotidiano l’Arena di Verona, fu spostata nel 2013, 41 anni dopo la sua creazione, proprio per questo motivo. Si accorsero che i continui palpeggiamenti la danneggiavano e così la misero al sicuro all’interno della casa Museo. Nel cortile ci piazzarono una copia identica, sempre in bronzo. Ma nel giro di 10 anni i turisti hanno consumato anche la copia.
Quindi ora urgono due soluzioni, a stretto giro. La statua danneggiata va riparata, e su questo ci sono pochi dubbi. Bisognerà però poi ragionare anche sul futuro. E’ giusto continuare a consentire ai turisti di toccare il seno di Giulietta? O sarebbe magari più opportuno accogliere l’istanza presentata dal preside di una scuola superiore della Toscana, che lo scorso mese di dicembre ha giudicato sessista questa tradizione?
“Di sicuro se la statua fosse posta più in alto molte più persone la potrebbero fotografare da varie angolazioni”, suggerisce Davide Albertini, vicepresidente della Corporazione esercenti del centro storico. “Magari sotto metterei una grande cassetta postale per far depositare le lettere degli innamorati. Forse così sarebbe più romantico come rituale”. E soprattutto, finalmente, tutti con le mani al loro posto.
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