I murales riempiono Padova. È questa la moderna Urbs Picta

Il Comune punta a una app che racconti i graffiti ai turisti. Tour con Alessio-b tra le opere più belle
TOME -AGENZIA BIANCHI-PADOVA - REAL HEROES WALL DI ALESSIO B IN AZIENDA OSPEDALIERA
TOME -AGENZIA BIANCHI-PADOVA - REAL HEROES WALL DI ALESSIO B IN AZIENDA OSPEDALIERA

PADOVA. Bologna in testa, Milano la marca stretta e poi c’è proprio Padova. Queste tre città da anni hanno scelto di dare cittadinanza alla street art, di dare residenza alla bellezza metropolitana. Il podio padovano ha a che fare con la Biennale di Venezia, a vocazione contemporanea.

È il momento di intercettare questo flusso e dimostrare una volta per tutte che i murales non sono scarabocchi. Al contrario rappresentano un’arte fluida che si nutre di contesti e sviluppa con i territori un legame viscerale. Con questa fiduciosa intuizione a giugno dell’anno scorso il gallerista Carlo Silvestrin ha realizzato la prima Biennale italiana di Urban Art: The Walls.

Oggi si organizzano tour cittadini, dentro e fuori le mura, di tele di malta e mattoni e l’assessore alla cultura Andrea Colasio sogna un’app che racconti ai turisti anche la Padova graffittara. Il nostro personalissimo tour ha un Cicerone d’eccellenza: Alessio-b. Cominciamo dall’Arcella, oggi cuore pulsante della street art: «Qui abbiamo cominciato in molti – racconta Alessio – per lo più dietro la Stazione. Ma non c’è più niente di quel tempo, quando attaccavamo direttamente con la colla e c’era un vero e proprio inseguimento con le autorità per cacciarci via». La cifra stilistica è il centro, ma Zona industriale e Corso Australia vantano grande opulenza. Un altro aspetto che nella street art fa la differenza sono le collaborazioni. Una delle prime è stata quella in piazza De Gasperi, tra Alessio e la Crew francese La Cremerie: lui fa Ayrton Senna, loro il Cristo di Rio e quel posto diventa di colpo uno spaccato underground. Finché il Comune non fa piazza pulita, demolendo muro ed opera, pur contro la volontà dell’assessore Colasio.

Due luoghi su tutti sono veri e propri concentrati di stili, idee e bellezza: via Minio, alla sede dei Padri Rogazionisti e via Ticino, sede del Pedro. In via Minio c’è una versione inedita di Made 514, che abbandona linee geometriche e precisione assoluta per darsi ad una prova di figurativo. Ma il pezzo forte di questo cortile eclettico è senza dubbio il lavoro di Gabriele Bonato. Doveva dare una mano a Boogie per la Biennale, ne è venuta fuori una durissima denuncia contro il consumismo. Non a caso da uno che, nella vita, spesso dorme per strada.

Ma i primi a disegnare la via sono stati gli artisti della crew Ead: apripista del fenomeno con Boogie, Made 514, Peeta, Joys, Yama, Oregon, Axe, Roulè e Geos (scomparso prematuramente). Alla Zip invece c’è una delle prime installazioni di Kenny Random sul tetto di un’azienda (il suo uomo nero stilizzato); e c’è anche un’altra collaborazione mozzafiato: la bambina con soffione di Alessio-B con le sinapsi di Zero Mentale. Via Ticino invece è dove tutto ha origine alla fine degli anni Ottanta, tra skate, hip hop e la palestra offerta dal Centro sociale Pedro. Era un mondo chiuso in sé stesso, rigido fino all’intransigenza; tanto che il collettivo non accoglie nemmeno Random. Quando Kenny sceglie di vendere le sue opere lo scollamento è totale e drammatico.

Oggi Random è un’icona come Alessio e, tra i due, una quindicina di anni fa, appare Tony Gallo. «L’ho trovato per strada – rivela Alessio – ed è una forza che deve esplodere». È arrivato per ultimo e deve correre. Anche lui esce allo scoperto all’Arcella, accanto alla mano con farfalla di Alessio-b. Ed è sempre all’Arcella, a San Carlo, che il milanese Acme ha trasformato il muro della parrocchia nei simboli patavini. Il cambio di passo padovano è decisivo. Oltre ad Acme arriva il torinese Vesod che rivoluziona la torretta idrica in via Codalunga.

Ma soprattutto arriva per la prima volta in Italia un genio della streer art francese, David Karsenty che regala a Padova la sua Biancaneve e una mostra di grande successo (prima e unica nazionale) alla galleria Samonà. E intanto è una mitragliata di nuovi artisti, alcuni da tempo sulla scena della street art, altri emergenti, altri ancora fin troppo acerbi e con idee non proprio autentiche. Tra i grandi ritorni padovani Shife-Vhro con i suoi fumetti, ma incuriosisce anche la pioggia di maialini di Mister Pig e Cento Canesio.

Tra gli emergenti Seneca ed Any, che canta New York a Padova; Carolì e le sue allegre figure e, in visita dall’Emilia, Dida disegna l’amore erotico. L’ultimo ad arrivare sulla linea del tempo è “Segni dalla strada”, dalla collaborazione di 9 artisti e writers padovani con il Csv. Made514, Joys, Yama, Orion, Boogie, Axe, Tony Gallo, Alessio B e Gabriele Bonato da ieri e fino a domani saranno all’opera per realizzare al parco Cavalleggeri i murales dedicati ai volontari e ai donatori. Domani sera, ad opera terminata, festa e inaugurazione. —
 

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