L’Arcella diventa il tempio dei murales a Padova: la street art rilancia il quartiere

PADOVA. Un’esplosione di culture, profumi, mondi, ma soprattutto di colori: la tavolozza dell’Arcella, senza dubbio il quartiere meno noioso di Padova, sembra non avere confini.
Divisa dal centro città da un ponte (Cavalcavia Borgomagno), utilizza muri per unire le diverse realtà che le appartengono. Da Liberi di volare, il murales di 21 metri con cui Tony Gallo ha fatto prendere vita al Silos di via Annibale Da Bassano, a Illuminami, un messaggio di accoglienza di ben 400 metri quadrati di superficie realizzato da Acme107 e SteReal in via Pierobon, al Sant’Antonio tanto chiacchierato di Evyrein in via Lombardo, all’Albero della Vita di FreakofNature in via Piacentino, a In loro futuro di la.fe.de.22 in via Tiziano Aspetti (per citarne solo alcuni).
La fervida produzione di murales è sempre stata una caratteristica distintiva del quartiere 2 nord. Negli ultimi anni però (grazie all’assessorato al decentramento e sussidiarietà del Comune di Padova in collaborazione con le “Mille e Una Arcella” e “Arcellatown”), parete dopo parete, l’arte dei graffiti sta costruendo un vero e proprio progetto di riqualificazione urbana.
«In un’ ottica di città policentrica, siamo convinti che ogni angolo di Padova vada valorizzato e restituito alla cittadinanza come un luogo vivo e da vivere», dichiara l’assessora Francesca Benciolini, «Come amministrazione abbiamo fornito un finanziamento di 3 mila euro per la realizzazione del murales di Freak of Nature in Via Vivarini e quello di Ioan Pilat sotto Cavalcavia Dalmazia».
Questa settimana sono stati addirittura tre gli streetartist che si sono messi all’opera per portare avanti altrettanti progetti in parallelo: Carolì con il IV capitolo de Il Pianeta Giallo in via de’ Menabuoi, Timeless Frienship di Made514 in piazza Azzurri d’Italia e Musica e Amore di Ioan Pilat nel sottopassaggio del Cavalcavia Dalmazia.
A spiegare il perché dell’esplosione dell’arte di strada in Arcella è Made514: «Riqualificare un quartiere attraverso la realizzazione di murales è un metodo che è già stato utilizzato in altre parti d’Italia con grandi risultati: ne sono esempio Mantova con il progetto Without Frontiers e Drow The Line a Campobasso. Un quartiere bello è un quartiere sano. Quando si sparge la voce che in una zona (inizialmente poco frequentata) sono stati fatti dei graffiti, le persone ci vanno volentieri, aumentano le attività che vi si svolgono e la fama del quartiere cambia radicalmente».
La volontà di far sbocciare i mille-e-un germogli dell’Arcella sembra essere il trait d’union che unisce gli artisti che si stanno prendendo cura dei suoi muri: «Voglio realizzare un progetto che attraverso il disegno renda omaggio alla musica», spiega Ioan, «Da luogo di abbandono e degrado il sottopassaggio del Cavalcavia Dalmazia diventerà luogo di colore ed emozioni».
E di emozioni e colore sono fatti anche i murales di Carolì che, capitolo dopo capitolo, raccontano la storia d’amore tra la clochard-artista Marta e un ragazzo senza nome. In occasione della festa dell’8 marzo, poi, Ioan ha svelato di voler realizzare un nuovo murales in Piazza Azzurri d’Italia, ma non è il solo.
Anche Evyrein renderà il suo omaggio alle donne con un graffito, ma in questo caso per vederlo bisognerà scovarlo. Dove? Ovviamente sui sorprendenti e variopinti muri del quartiere Arcella. —
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