La logistica che sforna posti di lavoro: ecco l'Istituto Last di Verona

VERONA. Si può trovare un lavoro soddisfacente anche senza la laurea? «Sì» dice Laura Speri, direttrice dell’Istituto tecnico superiore LAST di Verona. Lo dice chi ha visto nascere e fatto crescere il campione d’Italia nella classifica degli ITS stilata da INDIRE nel 2019. Occupazione a un anno dal titolo e coerenza della professione con gli studi, sono questi gli ambiti in cui Last eccelle, oltre diverse facoltà universitarie.
LA FORMULA
La laurea è dunque diventata proprio un pezzo di carta straccia? No, la formazione professionalizzante dopo il diploma non è per forza antagonista del percorso accademico (ammesso che si possano paragonare). Lo dimostra l’esempio tedesco dove le analoghe fachhochschulen non per questo impediscono ai tedeschi di laurearsi in misura ben maggiore degli italiani. Ma lo dimostra, venendo al caso concreto di Verona, l’impegno dell’università scaligera nel fondare e promuovere l’istituto (costituito come fondazione), in cui insegnano alcuni docenti dell’ateneo veronese. Inoltre, come spesso succede in Veneto, l’università si è imposta, fin dalla nascita del progetto, nell’azione di raccordo tra il mondo della formazione e l’imprenditoria locale.
Tra i soci fondatori ci sono anche Confindustria Verona, Quadrante Servizi, il Consorzio Zai (che gestisce l’interporto di Sommacampagna), l’Istituto di formazione San Zeno, Ipsia Giorgi (scuola capofila), Itis Marconi, la Camera di Commercio veronese, la Provincia di Verona, Fondazione Edulife, Arduini e Nerboldi e Scaligera formazione.
Un partenariato pubblico e privato quindi «in cui ognuno ha dato il suo contributo: Confindustria spiegando le richieste di personale delle aziende veronesi in termini di competenze e abilità, le scuole con indicazioni didattiche, le aziende fornendoci il know-how», afferma il presidente Silvano Stellini. Sì, perché a Last si affrontano i problemi che il giorno prima si sono riscontrati in azienda con un 60% di docenti professionisti del settore. Il massimo della concretezza dunque: l’ambiente di lavoro direttamente in aula.
«Tutto partì nell’ottobre 2010, -racconta Speri- quando riscontrammo che le imprese della logistica lamentavano la scarsità di personale preparato per certi posti di lavoro cruciali. Né ingegneri gestionali né periti industriali andavano bene».
Da lì partì il primo Corso per tecnico superiore dei trasporti e dell’intermodalità: primo in ordine cronologico ma anche per quanto riguarda il successo. Fin da subito, infatti, chi superava l’esame finale, dopo i due anni di corso (con due stage), trovava dopo 5 mesi un lavoro. Il motivo? «I nostri diplomati, pur avendo anche competenze tipiche dei colletti blu, ricoprivano fin dal primo giorno in azienda ruoli gestionali: addetto alla progettazione del magazzino, addetto ufficio import-export, operatore doganale ecc. Proprio ciò che mancava».
«Eravamo dei pionieri», ricorda Speri, «A volte chiamavamo il Miur a Roma per dubbi legislativi e nemmeno loro sapevano risponderci». Nel 2011 partì il primo corso (con sede anche a Padova e a Vicenza), a cui seguì nel 2016 quello per tecnico superiore service manager automotive. Stesso discorso: i diplomati di Last erano in grado di aggiustare una marmitta ma anche di gestire un cliente, fare preventivi, e ricoprire ruoli tipici di un commerciale. Anche qui i risultati positivi in termini di occupazione non sono mancati.
Poi nel 2017 è stato aperto il Corso per tecnico superiore user experience specialist in cui vengono fornite competenze operative su gestione della cybersecurity, analisi dei big data e Internet of things. Infine nel 2019 è stato inaugurato il Corso per tecnico superiore internazionalizzazione e logistica dove si insegna come aggredire un mercato estero tenendo conto delle variabili logistiche, economiche e culturali.
«Tra i ragazzi non è mancato chi ha continuato il percorso di studi con una laurea o un master e nemmeno chi è arrivato a ruoli apicali. In generale il nostro percorso dà accesso a ruoli lavorativi che una volta erano ricoperti da laureati», continua Speri. Chi intraprende questo percorso, in maggioranza ragazzi tra i 19 e i 21 anni provenienti da istituti tecnici e professionali, ha delle belle soddisfazioni.
Lo sbocco principale rimangono però sempre le piccole e medie aziende rispetto alle grandi multinazionali: è da quella cultura imprenditoriale che è nato Last e di quella continua ad alimentarsi. Non è un caso che l’utenza provenga in maggioranza proprio dalla provincia di Verona (e di Padova e Vicenza, per quanto riguarda le sedi padovane e vicentine). Un’altra prova del legame vitale di Last con il territorio in cui è nato.
«È difficile che in azienda ci sia qualcuno che ha studiato logistica come ho fatto io», dice Nicholas Calciano, 20 anni, studente del corso per Tecnico superiore logistica e trasporti 4.0.
Nicholas, come molti altri studenti, ha frequentato un istituto tecnico anche durante il periodo della scuola secondaria e ha trovato in Last il percorso più adatto per attraversare il guado, spesso insidioso per tanti suoi coetanei, che porta dall’istruzione al lavoro. Ora dice: «Sono sulla strada giusta», soddisfatto di questi anni «di impegno e curiosità». Sta per chiudere il secondo stage del percorso formativo: «Spero mi confermino», dice, ma la sua è una speranza che è quasi già certezza: sono le stesse aziende a creare gli stage con la direzione, in modo che i giovani studenti, appena dopo l’esame, possano avere un primo contratto.

«Questi anni mi hanno aperto tante possibilità, ho lavorato in un’azienda a Brema per tre mesi, in Germania che è la patria della logistica; ho studiato bene tedesco e inglese e ho visto tanti aspetti diversi all’interno del mio settore. Questo amplia lo spettro di possibilità lavorative». Ne è convinto anche Filippo Alessandrin che sta seguendo il corso di User experience specialist: «A scuola avevo già appreso i linguaggi di programmazione, qui però ho imparato a pensare un sito anche guardando all’esperienza dell’utente, sviluppare applicazioni per smartphone, cybersecurity e Internet of things».
Quest’ultima è una delle parole più usate nel mondo dell’innovazione: automatizzazione e digitalizzazione di produzione e logistica.

In altre parole Industria 4.0, uno dei fattori comuni a molti degli insegnamenti forniti a Last. Spiega Filippo: «Vedere così tante materie diverse fa sì che le possibilità di lavoro si amplino». Ma questo ampliamento è possibile anche grazie ai progetti e agli sforzi dei ragazzi, che parlano di marmitte, magazzini e camion con grande interesse e a volte entusiasmo.
Marco Adami, anche lui ventun anni, dice inoltre di avere un’inclinazione che qualcuno non si aspetterebbe in un percorso alternativo all’università: la voglia di studiare accanto a quella di lavorare. Teoria e pratica, spiegano i ragazzi, vanno strettamente a braccetto nelle aule e i professori sono sempre disponibili ad affrontare insieme casi particolari e problemi: «Non so se all’università c’è questo rapporto così stretto come quello che abbiamo qui con i docenti», spiega Marco che nei due stage ha visto sia l’aspetto di controllo qualità del trasporto dei cibi freschi, sia quello amministrativo. Anche per lui quindi tante porte aperte e il senso di libertà di poter scrivere la proprio carriera in modi diversi sempre però assecondando la sua passione.
Così anche per Christian Caobelli: «Mi sono sempre piaciute le auto e volevo proprio accedere a quel mondo». Attraverso il percorso Tecnico superiore service manager automotive è entrato in concessionaria: la prima volta ha fatto il meccanico, nel secondo stage invece ha imparato a gestire la fase post-vendita. Una delle tante prime esperienze su cui gli studenti si sono lanciati con tanto desiderio di imparare: «Aspettiamo solo che qualcuno venga qui a insegnarci» spiega Nicholas. «In azienda mi sono fatto avanti e ho visto tante cose», aggiunge Christian, «i tutor erano molto disponibili e mi hanno anche lasciato da solo ogni tanto: è stata una grande soddisfazione».
Come per Enrico Liotta, padovano, che ricorda: «Mi sono trovato da solo, in fase di post vendita, a gestire un cliente arrabbiato. Sono riuscito a rimanere calmo e a calmare anche lui, ma è stata una situazione in cui mi sono temprato. A casa i motori li ho sempre aggiustati io ma non sapevo che le pubbliche relazioni con i clienti mi piacessero così tanto».
LA SCHEDA
Last sta per Logistica, ambiente, sostenibilità e trasporti ed è un Its che sta per Istituto tecnico superiore. Gli its nascono con la legge 2 aprile 2007, n. 40 nell'ambito della riorganizzazione del sistema dell'istruzione e formazione tecnica superiore e sono stati disciplinati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2008. Si tratta di percorsi post-diploma della scuola secondaria, che uniscono formazione e lavoro, seguendo i trend industriali del Paese. Nel 2019 per i 6 percorsi del biennio 2019-21 il MIUR ha dato 415.198 €, la Regione Veneto ha stanziato 622.516 €. Nel 2018 per i 5 percorsi del biennio 2018-20 il MIUR ha dato 344.845 €, la Regione Veneto ha stanziato invece 490.154 €.
Spiega Laura Speri: «La normativa dice che le Regioni devono mettere almeno il 30% del contributo MIUR, ma la regione Veneto crede particolarmente nelle nostre realtà e mette ben di più di questo». L’Its rilascia un diploma di V livello all’interno dell’EQF (European Qualification Framework). L'EQF è un quadro di riferimento comune a livello Europeo che ha lo scopo di comparare i diversi sistemi europei delle qualifiche e i rispettivi livelli, sia per l'istruzione generale e superiore sia per l'istruzione e la formazione professionale.
Per il quinto livello è previsto il raggiungimento di una conoscenza teorica e pratica esauriente e specializzata, in un ambito di lavoro o di studio assieme alla consapevolezza dei limiti di tale conoscenza. L’orientamento di tale conoscenza è naturalmente verso l’operatività: ogni corso di LAst prevede infatti tra le 800 e le 900 ore di stage con la possibilità dell’erasmus. Ognuno dei corsi prevede 23 posti disponibili e una selezione all’ingresso con prova scritta (informatica, inglese e settore specifico) e un colloquio motivazionale.
I QUATTRO CORSI
Logistica e Trasporti 4.0 Il corso mira a dare conoscenze teoriche e tecniche ai futuri professionisti del settore della logistica e dei trasporti, con un occhio particolare alle tecnologie 4.0 e alla mobilità sostenibile. Sono previsti 23 posti e 2000 ore tra lezioni e stage in due anni.
Gli obiettivi didattici sono: organizzare i flussi fisici e informativi della filiera intermodale, analizzare costi e ricavi relativi alle diverse modalità di trasporto, identificare gli ambiti applicativi del diritto nel settore dei trasporti, gestire le procedure amministrative e contabili connesse alle imprese di trasporto, gestire a livello operativo i rapporti con i clienti. È previsto inoltre lo studio del tedesco e dell’inglese con attenzione in particolare al linguaggio specifico del settore.
Il costo del corso, che prevede anche la possibilità di fare lo stage all’estero, è di 800 euro l’anno. I possibili sbocchi lavorativi sono addetto ufficio traffico nazionale/internazionale, operatore doganale, addetto ufficio import/export, addetto spedizioni, addetto alla progettazione di magazzino, addetto gestione magazzino. Le sedi del corso sono a Verona presso l’interporto Quadrante servizi, a Vicenza presso l’istituto A. Rossi e a Padova presso l’istituto E. Gramsci. Spiega Laura Speri: «Attualmente stiamo cercando partner industriali per far partire gli stage nella sede padovana e vicentina dove il corso è giunto rispettivamente al terzo e secondo ciclo».

Service Management Automotive. Il corso Service manager automotive prepara figure professionali in grado di effettuare la manutenzione del veicolo, di relazionarsi con il cliente, di coordinare le persone che lavorano in una concessionaria, di conoscere e rendere efficiente l’intera organizzazione aziendale e i servizi che possono essere offerti al cliente.
Nelle 2000 ore (di cui 800 di stage e 120 di lingua inglese) viene insegnato ad aumentare la capacità di gestione e risoluzione delle problematiche in ambito meccanico; partecipare alla progettazione, all'organizzazione, al monitoraggio del ciclo manutentivo; gestire le procedure amministrative e contabili connesse alla manutenzione dei mezzi di trasporto; gestire il magazzino e le forniture; gestire a livello operativo i rapporti con i clienti; trasformare contatti e opportunità in nuovi ordini e favorire la fidelizzazione del cliente.
Alla realizzazione del progetto hanno partecipato anche le seguenti aziende: Volkswagen Group Italia, Iveco - Officine Brennero, Italscania SpA, Daf Veicoli industriali, Volvo, Man, Bertani, Adami autotrasporti SpA, Fercam SpA, Corsi SpA, Girelli Logistic Group, Paneuropa e alcuni grandi concessionari quali Arduini e Nerboldi e Interservice SpA. Il costo del corso, che prevede 23 partecipanti e si tiene presso il Quadrante Europa (Verona), la concessionaria Arduini & Nerboldi, e l’Itis "G. Marconi" Verona, Ipsia "G.Giorgi" Verona, Istituto "San Zeno" VR, è di 700 euro all’anno.

User Experience Specialist. Il Corso per Tecnico superiore user experience specialist nasce per gestire, proteggere, valutare e promuovere il flusso dei dati, ma anche per garantire che gli stessi dati siano accessibili agli utenti. Il termine User experience indica che il tema principale è rendere le piattaforme web accessibili agli utenti in vista della creazione di strategie di marketing, del miglioramento del flusso merci e della sicurezza informatica.
Il diplomato sarà dotato di competenze tecniche nell’ambito della progettazione di interfacce digitali e della programmazione; nell’ambito della comprensione delle logiche e degli utilizzi delle tecnologie IOT; della creazione di campagne di web di marketing; della gestione dei processi di sicurezza informatica e dell’analisi dei dati del web per studi di mercato. Sarà inoltre capace di creare grafiche web e di orientarsi con le nuove tecnologie di intelligenza artificiale e IOT.
Le ore totali del corso sono 2000 (di cui 800 di stage e 120 di inglese), i posti 23, la sede il coworking 311 di Verona, e il costo di 800 euro all’anno. Le aziende che hanno partecipato al progetto ci sono: Agsm Verona, Amia Verona, Atv Verona, Edulife S.p.A., Fondazione Edulife, Mainconsulting, Umana S.p.A. Sgs – System House Srl, Maxfone Srl, Cad it, Corvallis SpA, Replica sistemi, F1 Consulting & Services, Julia Srl, Sharp Electronics (Italia) SpA, Gruppo Sinergia Srl.

Internazionalizzazione e logistica. Il corso per Tecnico Superiore Internazionalizzazione e Logistica – Verona mira a formare figure professionali capaci di approcciarsi in modo pragmatico ai temi dell’internazionalizzazione e alle modalità di ingresso sui mercati. Particolare attenzione è data alla categorie merceologiche fondamentali dell’export del territorio e alla componente logistica, intesa come funzione interna all’impresa tesa all’ottimizzazione dei flussi internazionali.
Tra le materie studiate ci sono lingua inglese e tedesca, economia dei mercati internazionali, organizzazione d’impresa, marketing internazionale, strategie di ingresso nel mercato estero, contrattualistica internazionale, tutela della proprietà intellettuale, fiscalità, dogane, gestione risorse umane, logistica internazionale, ambiente, sostenibilità e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le competenze che si mira a fornire sono: organizzare i flussi fisici ed informativi nella filiera intermodale, analizzare costi e ricavi relativi alle diverse modalità di trasporto, identificare gli ambiti applicativi del diritto nel settore dei trasporti, gestire le procedure amministrative e contabili connesse alle imprese di trasporto, gestire a livello operativo i rapporti con i clienti.
Le sedi sono il 311 Verona e il Quadrante Europa, il costo è di circa 600 euro l’anno, il totale ore 2000, di cui 900 di stage e 120 di inglese.
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