Rissa sugli spalti, la partita under 13 verrà ripetuta a porte chiuse
Lo ha deciso il giudice sportivo dopo i disordini di sabato durante il match tra Union Clodiense e Cittadella nel campo di Sant’Anna di Chioggia

La partita tra Union Clodiense e Cittadella, valevole per il campionato under 13 professionisti regionali e interrotta sabato a causa di intemperanze sugli spalti, verrà ripetuta a porte chiuse.
Lo ha deciso il giudice sportivo, che ha preso atto delle ragioni giustificatrici, così si legge nel comunicato, a tutela del diritto dei calciatori di disputare la partita, costituente elemento fondamentale di socializzazione e formazione.
Nel comunicato si parla di fatti di disordine tra il pubblico, che avrebbero indotto il dirigente dell'Union Clodiense che stava arbitrando la gara, Alessandro Perini, ad interrompere la partita per lo stato d'animo con il quale l'episodio è stato vissuto dagli atleti minorenni.
Il giudice sportivo non entra nello specifico dei fatti, anche se la decisione del dirigente è stata più che legittima, anzi la migliore che si poteva prendere in quel momento.
Nel frattempo la vicenda si arricchisce di nuovi particolari e soprattutto scagiona la maggior parte dei genitori presenti sugli spalti del campo di Sant'Anna che si dissociano dai gravi episodi di violenza sentendosi parte lesa e non parte in causa dell'ignobile parapiglia che ha richiesto anche l'intervento delle forze dell'ordine che comunque hanno trovato una situazione già tranquillizzata.
Anche lo stesso dirigente arbitro, Alessandro Perini, difende i genitori di entrambe le squadre presenti al campo.
«Sugli spalti - precisa Perini in risposta sui social - c'erano alcuni familiari di un ragazzo che giocava nel Cittadella, tra cui alcuni giovani ubriachi, che insultavano tutti, soprattutto il sottoscritto. Ad un certo punto un genitore dei ragazzi dell'Union Clodiense gli ha detto di smetterla e uno dei giovani in tutta risposta gli ha sferrato un pugno, al che tutti gli altri genitori sono intervenuti per separarli, mentre questi, allontanandosi, lanciavano delle bottiglie di vetro. Abbiamo chiamato la polizia e loro sono scappati, lasciando solo il ragazzo che stava giocando. Quindi è giusto precisare che non ci sono state botte tra i genitori di Union Clodiense e Cittadella, che si sono dissociate dal comportamento di questi personaggi».
Anche dalla sponda Cittadella si sottolinea l'estraneità dei fatti da parte dei genitori dei ragazzi della formazione padovana.
«Sono un genitore presente alla partita - afferma Alessandro Breda, che segue il figlio che gioca nella formazione under 13 - più precisamente uno dei genitori dei ragazzi del Cittadella e posso assicurare che i tafferugli sono da attribuire ad un paio di giovani familiari di uno dei ragazzi della nostra squadra. Mi preme sottolineare che il gruppo di genitori che segue il Cittadella è sempre estremamente corretto e rispettoso e non è stato coinvolto nei fatti di Sant'Anna, prodigandosi invece per calmare gli animi».
Nel frattempo la gara verrà ripetuta nella speranza che stavolta trionfa lo sport.
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