Dieci studenti padovani su Marte

Realizzato all’università il termometro per il «pianeta rosso». Il test a fine mese in Svezia
Di Claudio Malfitano

La conquista di Marte passa da Padova. E precisamente da via Venezia 15, dove ha sede il Cisas: centro di studi spaziali dell’università intitolato a Bepi Colombo. È da qui che ieri attorno alle 14 sono partiti i pezzi dell’esperimento «Missus» diretti alla basa «Esrange» di Kiruna, in Svezia.

Dieci studenti padovani, coordinati da un ricercatore, vedranno i loro apparecchi (creati in oltre un anno di lavoro) «sparati» nello spazio a trenta chilometri di altezza. Si tratta in pratica di una suite di strumenti per la rilevazione di temperatura, pressione e umidità, e altri sensori vari. Tra gli altri c’è un termometro in platino che costituirà il prototipo del «MarsTem», lo strumento che raggiungerà il suolo marziano a bordo della missione «Exomars 2016», dell’agenzia spaziale europea.

In pratica a misurare la temperatura di Marte sarà un termometro padovano. «A una quota di 30 chilometri di altezza dal suolo terrestre la pressione è di 6 millibar, la stessa del suolo marziano - spiega Stefano Debei, vicedirettore del Cisas e supervisore dell’esperimento - Così gli studenti potranno testare la resistenza degli strumenti che hanno creato».

L’esperimento padovano sarà sistemato all’interno di una «gondola» che, grazie a un pallone stratosferico, raggiungerà i 25-30 chilometri di quota. Dopo circa 6 ore di stazionamento ad alta quota il pallone verrà separato dalla «gondola», che comincerà la discesa verso la Terra. Una volta atterrata, gli strumenti verranno recuperati e rispediti a Padova per l’analisi dei dati.

Ogni anno dalla base spaziale svedese vengono effettuati due lanci che trasportano fino a 20 esperimenti ideati e costruiti da gruppi di studenti europei: «Quest’anno il nostro è l’unico team italiano selezionato per l’iniziativa. Fa molto piacere che vengano riconosciuti e apprezzati la tradizione e l’impegno del nostro ateneo in questo campo - sottolinea ancora Debei - Ormai da quattro anni consecutivi siamo scelti per condurre esperimenti spaziali».

Il centro della ricerca spaziale in città è negli spazi dell’ex Fiat. Dalle macchine a quattro ruote alle macchine spaziali: il team di «Missus» è composto da sette studenti in ingegneria aerospaziale (Sebastiano Chiodini, Chiara Palla, Giovanni Tovo, Ireneo Vidali, Veronica Botti, Emanuele De Villa Bais e Marco Didonè) e due studenti di ingegneria dell’informazione (Davide Bettio e Davide Cornale). Il coordinamento è affidato a Francesca Cucciarrè, dottoranda in «Scienze, tecnologie e misure spaziali». La supervisione è anche di Giacomo Colombatti.

Il pacchetto «Missus», completato e testato, ieri è stato inscatolato e preparato per la spedizione. Un corriere internazionale lo porterà in Svezia, dove sarà raggiunto dagli studenti che assembleranno i pezzi in modo da inserirli nella «gondola». La data del lancio è fissata al 20 settembre. Ma i risultati dell’esperimento non saranno presentati prima del giugno 2013. C’è tempo: su Marte si arriverà solo nel 2016.

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