La sonda Rosetta si è svegliata: i suoi «occhi» sono padovani

Dopo un lungo viaggio nello spazio durato più di 2 anni la sonda dell’agenzia spaziale europea è stata riattivata per studiare Marte e le comete. Il «chiccirichì» ascoltato anche alla Specola
SANDRI - RISVEGLIO DEL SATELLITE ROSETTA
SANDRI - RISVEGLIO DEL SATELLITE ROSETTA

PADOVA. Rosetta si sveglia e osserverà lo spazio con i suoi occhi «padovani». La sonda spaziale, una navicella di tre tonnellate realizzata dall’ente spaziale europeo, ha «dormito» per due anni e mezzo. Una ibernazione dopo un viaggio immenso in cui ha sorvolato per tre volte la Terra ed è entrata nell’orbita di Marte.

E così nella sede della Specola collegata al centro di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea di Darmstadt la cronaca del risveglio di Rosetta è stata commentata con parole e immagini meravigliose da Cesare Barbieri, prof di astronomia all’Università di Padova davanti ad un pubblico di ricercatori e studenti, tutti emozionati a testimoniare uno dei progetti cosmici più ambiziosi messi a punto dall’Ente Spaziale Europeo.

Un tocco coreografico: poco dopo le 10 a sottolineare il risveglio, un sonoro chicchirichì, partito da Darmstadt ha fatto vibrare il microfono. E’ partita la sequenza di operazioni necessarie per riattivare la sonda: i pannelli solari che alimentano con l’elettricità i motori della navicella sono stati rivolti al Sole ed è stata cercata la giusta posizione per collegarsi con la Terra. I due occhi, le telecamere del sistema Osiris progettate a Padova, riprenderanno a catturare immagini da metà marzo, per ora la sonda è cieca.

Rosetta è stata lanciata nel 2004 dalla base di Kourou, nella Guaiana francese, ha vagabondato nel sistema solare fino al giugno 2011, catturando una serie di immagini spettacolari. Gli «occhi», telecamere non molto più grandi del telescopio di Galileo, sono però in grado di fotografare con grande trasparenza ogni dettaglio, c’è un sistema a tre specchi e un otturatore che va rimosso prima delle riprese. Questi clic telescopici hanno ritratto gli asteroidi Steins e Lutetia, piccolissimo il primo, costellato di crateri e di guglie, con una forma a diamante; Lutetia è più massiccio, con 100 chilometri di diametro. Fu scoperto nel 1852 a Parigi (per questo Lutetia) dall’astronomo Goldschmidt che scrutava il cielo notturno dalla finestra di un appartamento sopra il famoso Caffé Procope.

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